Nuovo Bando Turismo
Finalità
Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, e ritoccato dalla Manovra 2026, il fondo per il sostegno alle imprese del turismo potrà contare su 110 milioni di euro per l’anno in corso, di cui 109 milioni sono stanziati per la concessione di agevolazioni finalizzate a potenziare l’offerta turistica nazionale.
Incentivi per sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica, favorire la destagionalizzazione dei flussi e la digitalizzazione assumono la forma di un bonus per la riqualificazione e ristrutturazione, pari al 30 per cento delle spese.
Progetti e contributi
Quattro gli obiettivi strategici: destagionalizzare i flussi turistici, favorire la digitalizzazione, la sostenibilità e gli investimenti conformi ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance).
In che modo? Mediante la concessione di un mix di aiuti, in parte a fondo perduto e in parte come finanziamenti agevolati, per ristoranti, alberghi, villaggi turistici, B&B e non solo.
Il progetto di investimento dovrà basarsi su una spesa minima pari a 1.000.000 euro, fino al limite di 15.000.000.Questi i valori sui quali si applicherà il contributo a fondo perduto del 30 per cento, fino a un massimo di 4,5 milioni, e il finanziamento agevolato sul restante 70 per cento dei costi.
Beneficiari
Potranno accedere alle agevolazioni gli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico, identificati da specifici codici ATECO, contenuti nell’Allegato 1 del decreto attuativo.
Interventi e spese ammesse
Come detto, il fine dell’agevolazione è favorire lo sviluppo dell’offerta turistica, mediante un piano di investimenti finalizzato a migliorare la specializzazione e la qualificazione del comparto, accrescere la capacità competitiva e innovativa dell’i . mprenditorialità turistica del settore.
Dovrà trattarsi di investimenti corposi, tenuto conto del minimo di spesa fissato a 1.000.000 euro e il valore massimo di 15 milioni.
Le tipologie di intervento sono variegate e includono ad esempio:
– efficienza energetica: coibentazione, sostituzione infissi, pareti ventilate, giardini verticali, caldaie a condensazione, sistemi di climatizzazione intelligente;
– tutela ambientale: impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di stoccaggio energia (autoconsumo), recupero acque piovane;
– digitalizzazione: cablaggio strutturato, infrastrutture per IA, domotica e automazione degli edifici;
– riqualificazione: piscine, centri wellness, centri congressi e strutture per l’accessibilità;
– soft assets: programmi informatici, brevetti e licenze legati alle finalità del decreto.
Le PMI potranno includere nel totale dei costi ammissibili anche le spese relative alle consulenze connesse agli interventi ammissibili, nel limite del 4 er cento dell’importo complessivo ammissibile come contributo a fondo perduto per ciascun progetto.
Modalità di presentazione
La domanda dovrà essere trasmessa tramite il portale che verrà predisposto da Invitalia, nominato soggetto gestore della misura, sulla base della modulistica che verrà resa disponibile dal Ministero.
Non vi sono attualmente dettagli sui tempi, ma prepararsi e analizzare le regole previste dal decreto è un primo passo per farsi trovare pronti al via.


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